venerdì 22 ottobre 2010

PD sempre la solita storia

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua aveva incontrato una delegazione del Partito Democratico lo scorso 25 giugno. Il Pd in quell'occasione aveva presentato per sommi capi la proposta di legge in lavorazione sull'acqua pubblica, e aveva convenuto con il Forum di continuare il confronto sulla stessa. Ieri siamo venuti a sapere che la proposta di legge era già pronta, con tanto di presentazione in conferenza stampa del Segretario Pierluigi Bersani.

Se vogliamo dare un giudizio generale sulla proposta di legge, notiamo che nella sostanza riporterebbe la situazione sulla gestione dei servizi idrici a prima del Decreto Ronchi, senza intaccare le vie che hanno portato alla privatizzazione dei servizi idrici negli ultimi anni. Nella proposta abbiamo letto un timido passo in avanti quando si legge che gli investimenti devono tornare in capo al pubblico: logica vorrebbe che sparisse la “remunerazione del capitale investito” riconosciuta ai gestori, come noi chiediamo con il terzo referendum. Vediamo invece che viene introdotto il concetto di “remunerazione dell'attività industriale”, definizione che non esiste nella teoria economica e che gradiremmo che il Pd spiegasse meglio.

Il Pd ci ha abituato alle contraddizioni interne e anche nel testo ne troviamo diverse. In particolare prima si dice che “l'acqua è un bene comune dell'umanità” per poi scrivere, 7 righe più giù che “l'acqua è un bene di rilevanza economica”.

In ultimo sia il Segretario Bersani che il Capogruppo alla Camera Franceschini hanno sottolineato come “anche i promotori dei referendum sapevano di fare una battaglia soprattutto culturale”. Non ci serve che i vertici del Pd ci facciano da portavoce e diciamo che non è così. Noi i tre referendum vogliamo vincerli, vogliamo che la gestione del servizio idrico torni pubblica e partecipata dai cittadini e dai lavoratori, nel rispetto di 1 milione e 400mila elettori che hanno sottoscritto i quesiti. Se la dirigenza del Pd va a cercare in qualche cassetto della Commissione Ambiente troverà la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare avanzata dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e presentata a suo tempo grazie ad un percorso di partecipazione e alle 400mila firme raccolte nel 2007.

Nell'incontro del 25 giugno il Forum chiese al Pd di adoperarsi affinché quella legge fosse portata all'ordine del giorno nel dibattito parlamentare, ad oggi niente si è mosso. Se i dirigenti del Pd leggessero quel testo potrebbero trovarci diversi spunti interessanti. Share

venerdì 1 ottobre 2010

risposta del consigliere Piero Minchillo al riassunto del consiglio comunale del 15 Luglio 2010 da noi pibblicato

Piero Minchillo dice:

Caro Antonio,
ho letto con molta attenzione il commento pubblicato sul vostro blog
riguradante il Consiglio Comunale del 15 Luglio scorso.
Pur apprezzando molto la vostra iniziativa di seguire e pubblicare notizie
attinenti la vita politica e amministrativa del ns.
Comune, devo rilevare che si è dato molto risalto ad alcune dichiarazioni di
un consigliere comunale di minoranza , circa la nostra presunta volontà di
voler aumentare le tasse comunali. Desidero precisare che Il collega
consigliere del nostro Gruppo ha semplicemente e liberamente espresso il
proprio pensiero. Nessuno della minoranza ha mai auspicato l'aumento della
pressione fiscale locale, consci come siamo della drammatica situazione in cui
versa il nostro paese. Il nostro gruppo, pur eterogeneo nelle espressioni
politiche che lo compongono, è fortemente associato da valori comuni di
libertà, di legalità, di tolleranza, di giustizia sociale e solidarietà. Non
siamo politici di professione ma, bensì, cittadini al servizio del proprio
paese che si sono uniti in un progetto politico nuovo e innovativo, fortemente
caratterizzato in senso sociale e solidaristico. Ciò significa che, pur stando
insieme, ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni, non rinunciando
alle proprie idee politiche. In altre parole, chi era moderato è rimasto
moderato e chi, come il sottoscritto, era socialista è rimasto ancor più
convinto delle proprie idee socialiste, democratiche e riformiste. L'unico
errore probabilmente commesso dal mio collega di gruppo è stato quello di voler
dare un leale contributo al dibattito in seno al Consiglio Comunale,
trascurando la possibilità che le sue dichiarazioni potessero essere oggetto di
strumentalizzazioni da parte della maggioranza. Ciò premesso, voglio drti che
proprio in quel Consiglio Comunale sono state assunte decisioni importanti da
parte della maggioranza che, ancora una volta, ha adottato provvedimenti come
l'istituzione di un parco eolico all'insaputa della cittadinanza e con
procedure tuttaltro che trasparenti. Ha approvato un bilancio viziato da
molteplici illeggitimità e ha ignorato qualsiasi invito alla prudenza che pur
è stato lanciato dai banchi dell'opposizione. Stranamente, tutto ciò è passato
inosservato e sembrerebbe che che nessuno vi abbia dato peso, al contrario
delle presunte richieste di innalzamento di tasse comunali avanzate dalla
minoranza che sono state pretestuosamente diffuse. Purtrooppo, il tuo auspicio
di una maggiore collaborazione tra maggioranza e opposizione è destinato a
restare inascoltato. Ma non per nostra volontà, questa maggioranza ha la
convinzione di poter fare tutto da sola, senza mai interpellare la cittadinanza
e con la supponenza di non confrontarsi con nessuno. Personalmente non credo
che lo sviluppo del nostro paese passi attraverso avventate scelte politiche
dettate più da esigenze di bilancio che da da una seria e concreta
programmazione. Siamo certi che tutta la cittadinanza sia daccordo
sull'installazione di sottostazioni elettriche, pannelli fotovoltaici ed
impianti eolici? Siamo certi che tutti i cittadini siano concordi sulla
realizzazione del Parco del Medio Fortore, soprattutto con le anomale modalità
seguite da questa maggioranza? Siamo certi che le priorità di questo paese
siano semplicemente quelle di realizzare piazze e piazzette anzichè opere
primarie e vitali come nuove condotte di acqua potabile, impianti fognari e il
rifacimento delle strade cittadine? Cosa viene fatto per diffondere una
maggiore cultura nel nostro paese? forse l'estate insieme? Per carità, mi
viene da pensare a Nerone, dove i cittadini di Roma chiedevano pane e
l'imperatore, invece, offriva spettacoli al Colosseo. E' su questo che la gente
di San Paolo dovrebbe riflettere, interrogandosi se tutto questo sia quello che
il paese effettivamente merita. Caro Antonio, la mia mail non vuol essere una
polemica ma uno spunto di riflessione con l'auspicio di un ritorno ad un sano
confronto politico che in questo paese è ormai morto da tempo. Benvengano
iniziative come la vostra che diffondono informazioni, stimolano il confronto e
consentono l'espressione libera delle proprie opininioni, soprattutto tra i
giovani. Bisogna stare però attenti e vigilare affinchè l'informazione non si
trasformi in disinformazione o, peggio ancora, in propaganda.
Ti ringrazio per l'attenzione che, sono certo, dedicherai a questa mia
puntualizzazione e vi auguro che questo blog possa svilupparsi ulteriormente,
soprattutto attraverso il contributo di tanti giovani del nostro paese.
Cordiali saluti

Piero Minchillo Share

lunedì 13 settembre 2010

lampada votiva a led

Una soluzione semplice per risparmiare un po' di soldi (a fronte di un investimento minimo) sarebbe quella di sostituire le tradizionali lampade votive nel nostro cimitero che ovviamente sono accese 24 ore al giorno durante tutto l'anno con delle lampade a led. Ciò determinerebbe un notevole risparmio nel consumo energetico; funzionamento in sicurezza perché a bassissima tensione; accensione a freddo (fino a -40 °C) senza problemi; insensibilità a umidità e vibrazioni; assenza di mercurio, quindi maggiore rispetto per l’ambiente in fase di smaltimento.


Esempio comune virtuoso:

Cassinetta di Lugagnano (MI) come tutti i comuni ha un cimitero (purtroppo). Con centinaia di punti luce. Accesi 24 ore su 24, 365 giorni all’anno.Grazie alla sostituzione di ogni lampada votiva a filamento da 5w con una lampada votiva a LED da 0,38 w sono stati ridotti i consumi di oltre il 90%.Inoltre, la durata media di una lampadina ad incandescenza è di 1,5 anni, mentre quelle a LED durano 11-13 anni.


Ovviamente non è questa scelta che salverebbe le ns casse comunali, ma insieme ad una raccolta differenziata con percentuali diverse,(precedente post), ed altre scelte che puntano al risparmio, si potrebbero trovare un po' di soldi che male non farebbero. Share

martedì 7 settembre 2010

Dimissioni ufficiali del presidente del consiglio di SanPaolo Di Civitate Antonio De Maso

Alla c.a. Sindaco Arch. Generoso Perna
Alla c.a. Segretario Comunale Dott. Giuseppe Longo
Comune di San Paolo di Civitate (FG)
Lettera via fax Lì 07.09.2010
Il sottoscritto Antonio Salvatore De Maso con la presente rassegna le proprie dimissioni da consigliere comunale.
...In fede ANTONIO SALVATORE DE MASO

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domenica 5 settembre 2010


Il nucleare copre poco più del 2 per cento dei consumi globali di energia nel mondo, meno dell’idroelettrico. Raddoppiare la potenza nucleare oggi installata, oltre a aumentare i rischi di incidenti, le scorie e i rischi di proliferazione di armi nucleari, avrebbe un effetto molto limitato sulle emissioni globali, dell’ordine del 5%. E implicherebbe l’apertura di un nuovo reattore ogni due settimane da oggi al 2030.

A circa 60 anni dalla nascita della tecnologia nucleare civile non esiste una tecnologia nucleare intrinsecamente sicura, la gestione a lungo termine delle scorie nucleari non è stata risolta da nessun paese e non c’è una tecnologia che non possa essere utilizzata anche per produrre materiali per le bombe atomiche. E, infine, le riserve di Uranio estraibili a costi calcolabili, ai livelli attuali di consumo ce ne sono per 70-80 anni.

Nemmeno dal punto di vista economico il nucleare ha funzionato: i costi di generazione elettrica da nuovi impianti nucleari sono superiori a quelli delle altre fonti convenzionali e dell’eolico. E, proprio per i rischi anche finanziari di questa tecnologia, l’industria nucleare nei mercati liberalizzati è in crisi e cerca fondi pubblici, sia come incentivi che come fondi a tasso agevolato, come la presidenza Bush aveva introdotto negli USA.

E’ una tecnologia in declino e la proposta del governo italiano di ritornare al nucleare è un nonsenso economico e industriale, che serve solo a piccole ma potenti lobby.

Per ridurre le emissioni di gas a effetto serra e combattere il riscaldamento globale bisogna puntare sulle alternative più sicure ed efficaci: fonti rinnovabili ed efficienza energetica. Investire sul nucleare invece introduce altri rischi e assorbe molte risorse che vanno invece utilizzate per le fonti davvero pulite.

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Sei domande e risposte sulla marea nera

L'incidente della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico  ha provocato danni incalcolabili alle comunità e all'ambiente.

L'incidente della piattaforma Deepwater Horizon nel Golfo del Messico ha provocato danni incalcolabili alle comunità e all'ambiente.

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Roma, Italia — Oggi diffondiamo "Orizzonte nero", un documento che spiega con sei domande e sei risposte cosa sta realmente accadendo in Louisiana, dopo l'esplosione della piattaforma Deepwater Horizon. Occorre fare chiarezza sulle molte falsità che in questi giorni vengono diffuse.

Decenni di maree nere non ci hanno insegnato niente. Dopo tante promesse di "rivoluzione verde" e Green Economy, agli inizi di aprile 2010, Barak Obama ha ridato il via alle esplorazioni petrolifere offshore negli USA, dopo una lunga moratoria.

Un pedaggio pagato alle lobby petrolifere per far passare un "Climate Bill"(la legislazione per la riduzione delle emissioni di gas serra) che riduce le emissioni degli USA solo del 4% rispetto al 1990 (anno di riferimento del Protocollo di Kyoto). Obama è stato subito ripagato da BP, proprietaria della Deepwater Horizon, con una marea nera che lascerà il segno.

Le nostre sei domande, con le loro risposte, ci fanno capire perché questo era un disastro annunciato:

Falso! La moratoria alle estrazioni petrolifere offshore negli USA non è cominciata per caso. Nel 1969 esplodeva infatti la piattaforma Santa Barbara (California): in dieci giorni, furono rilasciate in mare 12-13.000 tonnellate di petrolio. Almeno 10.000 uccelli furono uccisi. Dieci anni dopo era la volta della Ixtoc 1, della compagnia di Stato messicana PeMex: 450-480.000 tonnellate di petrolio furono rilasciate in mare nell'arco di oltre 9 mesi, nel Golfo del Messico. E' il maggior rilascio di petrolio in mare mai registrato, con danni anche negli USA che la PeMex non volle mai pagare. Migliaia di tartarughe marine furono sgomberate con gli aerei dalle spiagge messicane, pesantemente contaminate. Altri pesanti rilasci di petrolio furono causati dalle 30 piattaforme danneggiate o affondate dall'uragano Katrina, nel 2005: proprio in Louisiana.

Falso! La piattaforma Depwater Horizon non è della BP, che l'ha affittata dalla Transocean, alla modica cifra di 500,000 US$ al giorno. Con quella stessa cifra, la BP avrebbe potuto acquistare, e utilizzare, un sistema di bloccaggio del pozzo "a distanza" (azionabile con un sistema acustico, dalla superficie). Perché questo utile congegno, obbligatorio in Norvegia e in Brasile, non è stato utilizzato in una piattaforma assolutamente all'avanguardia (come sostiene la stessa BP)? L'uso di questo congegno è stato a lungo dibattuto negli USA, almeno dal 2000. Ma, dopo forti pressioni della lobby petrolifera, nel 2003 lo US Mineral Management Service concludeva che "questi sistemi non sono raccomandati perché tendono a essere troppo costosi". Certo, mezzo milione di dollari sono una bella cifra: ma sono appena il costo dell'affitto giornaliero di una piattaforma. E nel primo quadrimestre 2010 la stessa BP, che ha fatto profitti per quasi 6 miliardi di dollari, per attività di lobby al Congresso USA ha speso non meno di 3,5 milioni di dollari.

Falso! Non sappiamo ancora quanto petrolio stia rilasciando in mare la Deepwater Horizon. Sappiamo che BP ha mentito quando ha dichiarato una stima di circa 1.000 barili al giorno (c.a. 135 tonnellare). Già dopo i primi sopralluoghi la NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration) ha portato la stima a 5.000 barili/giorno (c.a. 675 tonnellate) e i media riferiscono di stime assai maggiori: il 2 maggio il Wall Street Journal parlava di 25.000 barili al giorno (ovvero 3.375 tonnellate!) e la stessa BP ha dichiarato per la Deepwater Horizon una produzione potenziale di 150.000 barili al giorno (20.250 tonnellate). Queste cifre devono essere moltiplicate per la durata dello sversamento. Dopo il fallito tentativo di chiudere le valvole della testa di pozzo con un robot filoguidato (ROV, remote operated vehicle) adesso BP cerca di intrappolare la perdita sotto una cupola di cemento. In ogni caso ci vorrà tempo, bisognerà tagliare la condotta (che sta perdendo petrolio in almeno tre punti) e le perdite di petrolio, che fuoriesce anche da fessurazioni nel fondo marino, saranno bloccate solo scavando un altro pozzo (a mezzo miglio di distanza) per "togliere pressione" al pozzo in perdita. Ci vorranno mesi: Ixtoc 1 è esploso nel giugno 1979 ed è stato chiuso solo nel marzo 1980.

Falso! Sui media si legge che BP avrebbe già dichiarato che si assume tutte le responsabilità e che pagherà tutti i danni. Non è vero: BP ha dichiarato che pagherà tutte le perdite economiche accertate e quantificabili. Probabilmente non è poca cosa: già i pescatori (soprattutto ostriche e gamberi) si stanno attrezzando per organizzare una "class action" (azione legale collettiva) per chiedere a BP almeno 5 miliardi di dollari. Altri danni economici potrebbero essere richiesti dal settore turistico: già solo la pesca sportiva in mare, da quelle parti è un bussiness da oltre 700.000 di dollari l'anno (oltre 7.700 posti di lavoro). Tuttavia, i precedenti ci dicono che difficilmente BP pagherà i danni ambientali che sta causando. Dopo il disastro della Exxon Valdes (Prince William Sound, Alaska 1989) la Exxon Mobil era stata inizialmente condannata a pagare 287 milioni di dollari di danni e 5 miliardi di dollari come ammenda (anche per risarcire i danni ambientali). Dopo anni di appelli e perizie in tribunale, il 25 giugno 2008, la Corte d'Appello ha deciso che Exxon doveva pagare solo 507,5 milioni di dollari di danni. In altre parole, le compagnie petrolifere (e le loro assicurazioni) difficilmente pagano per tutti i danni ambientali collegati alle "maree nere", danni che, d'altra parte, sono spesso difficili da quantificare.

Falso! Gli effetti di disastri petroliferi come questo sono difficili sia da valutare che da monitorare. In particolare, gli effetti sull'ecosistema pelagico sono particolarmente complessi. Le sostanze tossiche rilasciate dalle migliaia di tonnellate di petrolio potrebbero avere effetti notevoli sia sulle comunità del plancton (organismi che vivono nella colonna d'acqua) che su altre specie. A ciò bisogna aggiungere gli effetti tossici dei disperdenti (ne sono stati usati almeno 400.000 litri) tra cui è confermato l'uso del Corexit (2- butossietanolo), vietato in California perché causa infertilità e malformazioni (o morte) dei feti. L'uso di disperdenti può ridurre l'impatto sugli uccelli (che vengono "soffocati" dal catrame) ma aumenta quello sulla fauna e flora marina. Spesso è una decisione che si prende per motivi di "pubbliche relazioni" (gli uccelli incatramati fanno sensazione) che è come nascondere l'immondizia sotto il tappeto visto che l'effetto sui pesci è poco visibile. Ad esempio, da metà aprile a metà giugno nell'area è in corso la riproduzione del tonno rosso, una specie già decimata dalla pesca eccessiva di cui è stato anche proposto (col sostegno degli USA…) il bando del commercio internazionale. Nella stessa area sono presenti tartarughe marine e cetacei (come le focene, varie specie di delfini, balenottere, capodoglio e capodoglio pigmeo o cogia). Lungo la fascia costiera del Golfo del Messico, negli USA ci sono oltre 2 milioni di ettari di zone umide, con oltre 400 specie a rischio. Il Governatore della Louisiana ha dichiarato che la marea nera minaccia almeno 14 Aree Protette. Tra le specie in pericolo ci sono varie specie di rettili (tartarughe e alligatori), lontre, pellicano bruno (il simbolo della Louisiana) e decine di specie di uccelli migratori, canori e limicoli. E' difficile stimare in quanto tempo gli ecosistemi si riprenderanno: tra l'altro, l'evento è purtroppo in corso e non abbiamo una stima precisa né dell'area colpita né dei quantitativi di petrolio sversato. Tuttavia, il caso della Exxon Valdez ci ricorda che dopo oltre vent'anni gli effetti sono ancora evidenti e le sostanze tossiche rilasciate con le 37.000 tonnellate di petrolio allora sversate sono ancora in circolazione. Se la Deepwater Horizon sta davvero rilasciando oltre 3.000 tonnellate di petrolio al giorno, già adesso (6 maggio) lo sversamento potrebbe essere di circa 48.000 tonnellate. Particolare importanza ha anche il periodo della stagione in cui avviene lo sversamento: quello della Exxon Valdez avvenne durante la stagione di riproduzione delle aringhe del Pacifico e lo stock non si è ancora ripreso.

Falso! L'idea che incidenti come questo siano causati dall'incuria e dalla cupidigia delle lobby petrolifere non è errata, ma affronta solo parte della realtà. Questi incidenti, che sono più frequenti di quanto non riferiscono i media (lo scorso gennaio, a Port Hartur (USA) c'è stato un "major oilspill" di cui non abbiamo mai sentito parlare…) dipendono da "fattori" come uragani, errore umano, malfunzionamento delle tecnologie e altri imprevisti. Ce ne saranno sempre. Le statistiche poi ci dicono che, per quanto appariscenti, le maree nere sono un contributo minoritario all'inquinamento da petrolio in mare: i lavaggi delle cisterne e le fonti terrestri sono un problema ben maggiore anche se "localmente" meno acuto. Per eliminare questi pericoli, e per combattere il cambiamento climatico e l'acidificazione degli oceani (entrambi conseguenza dell'aumento atmosferico della CO2 causato dai combustibili fossili), l'unica soluzione è smettere di cercare, trasportare e usare questi prodotti. Settori sempre più ampi dell'industria si sono ormai appropriati degli scenari della "Rivoluzione Energetica", descrivendo percorsi realistici che in un futuro prossimo ci permetteranno di lasciar perdere lo sporco petrolio (e fonti non meno pericolose come carbone e nucleare) passando alle energie rinnovabili (solare ed eolico) e all'efficienza energetica. Yes, We can.
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In Austria campagna online contro 'Berlusconi nucleare'

Attivisti austriaci in azione sulla spiaggia del Lido di Venezia per  la campagna "Stop Berlusconi nucleare".

Attivisti austriaci in azione sulla spiaggia del Lido di Venezia per la campagna "Stop Berlusconi nucleare".

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Austria — È partita la campagna virale di Greenpeace Austria "Stop Berlusconi" per fermare i piani nucleari del nostro Presidente del Consiglio. Attraverso un sito web dedicato, gli austriaci stanno firmando una petizione per chiedere a Berlusconi che l’Italia resti "libera dal nucleare", come l’Austria.

Gli austriaci, infatti, si preoccupano soprattutto perché uno dei siti nucleari più probabili in Italia, Chioggia, è vicino al loro confine, in particolare alle due province della Carinzia e della Stiria. Un reattore a Chioggia, a 30 Km da Venezia e vicino alle famose spiagge dell’Adriatico, rappresenterebbe un grave rischio per i turisti d’oltralpe che abitualmente passano in queste zone le loro vacanze.

Per raccogliere firme dei turisti di lingua tedesca, i volontari di Greenpeace Austria hanno visitato Lignano, Jesolo, Bibione e Caorle. Lo scorso luglio attivisti italiani e austriaci hanno trasformato il Lido di Venezia in una spiaggia anti-nucleare, piantando ombrelloni gialli e striscioni a formare un enorme messaggio di 1.500 metri quadri contro il nucleare.

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giovedì 26 agosto 2010

QUANTI MISTERI SUL PARCO DEL MEDIO FORTORE consiglieri di minoranza di San Paolo Civitate richiamano l'attenzione di Vendola e dell'assessore regional

Duemila e 500 ettari di mistero: sono quelli che circoscrivono il Parco del Medio Alto Fortore, su cui i consiglieri comunali di minoranza di San Paolo Civitate sollevano forti perplessità. «Come mai, dopo una semplice delibera d’intento del Consiglio Comunale, per l’avvio dell’iter procedurale d’istituzione, si sono perse le tracce del relativo percorso istitutivo e, ancora oggi, non si conosce chi lo abbia effettivamente delimitato; così come sono rimasti del tutto sconosciuti i criteri adottati per l’individuazione dei confini dell’area interessata?», chiedono i consiglieri comunali di San Paolo Civitate Pietro Minchillo, Mercurio Occhionero, Teodoro Pilolli, Vincenzo Tosiani e Roberto Zampino in una lettera inviata al governatore della Puglia, Nichi Vendola, al presidente del consiglio regionale pugliese, Onofrio Introna, e all’assessore regionale all’ambiente Lorenzo Nicastro. Nel documento, i consiglieri comunali riferiscono che «Questo Parco, fino a qualche mese fa e soprattutto durante la recente campagna elettorale per le elezioni comunali, nel nostro paese aveva tanti padri ed oggi appare sempre più orfano. Infatti, sembrerebbe che nessun amministratore comunale vi abbia partecipato alla realizzazione e che nessuno lo abbia sollecitato presso la Regione Puglia». Ma ad inquietare maggiormente sono le perplessità sollevate dai consiglieri comunali sull’istituzione dell’area protetta di circa 2.500 ettari. « la circostanza che, fino a qualche tempo fa, non esisteva, agli atti del Comune di San Paolo di Civitate, alcun tipo di documentazione inerente la costituzione del Parco. Non vi era nemmeno il verbale della Conferenza dei Servizi tenutasi presso la Regione Puglia a Bari in data 11.11.2010. Tanto è vero che Il nostro gruppo consiliare è stato costretto a richiedere direttamente alla Regione il rilascio della copia di quel verbale che ci è stato recapitato, a mano, solo la sera del Consiglio Comunale monotematico del 21.05.2010, con la discussione da noi richiesta sulle modalità d’istituzione del Parco. Attraverso quel documento abbiamo accertato che esistevano due ipotesi di delimitazione: una prima che riguardava le sole aree S.I.C (Siti Interesse Comunitario) e un’altra, invece, che comprendeva un’area assai più estesa comprendente prevalentemente terreni ricadenti nell’agro di San Paolo di Civitate. A quella conferenza dei servizi, oltre che alcune associazioni di categoria del mondo agricolo e ambientale, erano presenti alcuni rappresentanti delle Amministrazioni Comunali il cui territorio è attraversato dal fiume Fortore che, in quella circostanza, hanno espresso la necessità di un ulteriore approfondimento e di una maggiore cautela prima di dare il loro benestare all’approvazione del disegno di legge per l’istituzione del Parco. Il rappresentante del Comune di San Paolo di Civitate, in controtendenza invece, sosteneva che l’Amministrazione di San Paolo di Civitate era assolutamente d’accordo per l’istituzione del Parco secondo l’ipotesi di un’area più vasta e che includesse prevalentemente il territorio del nostro Comune. Inoltre, sempre in quella sede, sollecitava la Regione affinchè l’iter di approvazione si concludesse nel più breve tempo possibile. Perché tutta questa fretta? Perché dopo quella Conferenza dei Servizi non è stato riportato l’argomento in Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva dell’istituzione e della già avvenuta perimetrazione del Parco? Perchè, a nome del comune di San Paolo Civitate, si è continuato ad inoltrare le “forti istanze”? Perché le associazioni di categoria locali non sono state mai coinvolte ed invitate ad esprimere un parere? Perché non sono stati mai informati i cittadini e i proprietari dei terreni su cui avrebbero gravato i vincoli del parco? Come mai, dopo averlo inaugurato durante la campagna elettorale e decorsi i vincoli con la pubblicazione del Bollettino Ufficiale della Regione Puglia, n. 28 dell’11 febbraio 2010, si è continuato a negare ai cittadini l’esistenza di vincoli sulle aree interessate?», scrivono i consiglieri comunali, ricordando agli amministratori regionali che, con la sottoscrizione di una petizione popolare, oltre 1.500 cittadini «hanno manifestato la loroassoluta contrarietà alle modalità seguite per l’istituzione del Parco del Medio Fortore».
articolo tratto dalla CAPITANATA.IT
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martedì 17 agosto 2010

Ciao a tutti vogliamo informarvi che i commenti anonimi postati dopo il sollecito ad inserire nome e cognome fatto da Antonio Falco, purtroppo sono stati rimossi. Questo perché non pensiamo che pubblicare commenti anonimi sia una cosa molto coerente con le nostre aspettative che, ripetiamo, sono quelle di promuovere nuovi stili di vita e la partecipazione attiva dei cittadini in modo serio. Ognuno può scrivere, anzi speriamo che possa intervenire più gente possibile ma comunque deve usare il buon senso di firmarsi con nome e cognome (registrandosi impiegherà 5 minuti) perché solo così ci mettiamo la vecchia mentalità alle spalle e possiamo iniziare a collaborare tutti in questo nuovo progetto che pensiamo possa essere molto utile per il nostro paese.
Chiunque poi voglia proporci argomenti da trattare o anche domande da fare nello specifico, può mandarci una email, noi cercheremo di evadere la richiesta appena possibile. Grazie.
Michele Pilolli Share

lunedì 16 agosto 2010

Salve sono Antonio Ufalc e insieme a Pilolli Michele e Roberto Colasanto abbiamo dato il via a questo blog, noi ci mettiamo la faccia il comune ci ha concesso di riprendere i consigli comunali e di pubblicarli nel Web, il presidente del consiglio Antonio De Maso ha realizzato un'intervista,dicendo la sua. noi vi chiediamo di fare lo stesso, magari mettendo nome e cognome. mi raccomando diffondete questo Blog a tutte le persone, di San Paolo che conoscete. insegniamo a chi non sa ad usare internet, con la rete tutti possiamo sapere, tutti possiamo dare consigli, non dobbiamo piu saper le cose quando sono gia state fatte..... vi ringrazio di cuore, Ufalc Share

domenica 1 agosto 2010

Due comuni virtuosi


CAPANNORI - rifiuti zero entro il 2020



CAPANNORI primo comune italiano verso rifiuti zero



Monteparano (TA) comune riciclone Puglia (grazie al compostaggio)

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RACCOLTA DIFFERENZIATA seconda parte

Per chi volesse continuare la lettura, vi porto adesso uno stralcio della ''relazione comuni ricicloni 2010'' . La relazione tratta la gestione dei rifiuti effettuata dal comune di Ponte nelle Alpi ( 8000 abitanti circa) che partiva soli quattro anni fa da una differenziata del 22% e che quest'anno come detto precedentemente ha vinto il premio comune riciclone 2010 con una differenziata dell'85%. Lo stralcio metterà in evidenza i primi passi istituzionali, gli ottimi risultati ottenuti, la riduzione dei costi di servizio, la nuova tarsu applicata come tariffa e non come tassa.

PRIMI PASSI ISTITUZIONALI

Il Comune di Ponte nelle Alpi ha approvato con deliberazione di Consiglio Comunale n. 33 del 28.05.2007, esecutiva ai sensi di legge, il progetto per la gestione integrata del ciclo dei rifiuti, predisposto dal Consorzio Intercomunale Priula – Autorità di bacino Treviso 2, che prevedeva:

1. il passaggio da tassa a tariffa così come indicato dal Decreto Ronchi;

2. il passaggio dalla raccolta dei rifiuti tradizionale con cassonetto stradale di prossimità alla

raccolta differenziata spinta (porta a porta);

3. la creazione di una società multiutility a totale partecipazione pubblica, per la gestione dell’intero

nuovo sistema.


Il progetto per la gestione del ciclo dei rifiuti nel Comune di Ponte nelle Alpi, la cui attuazione è stata delegata, con deliberazione di Giunta Comunale n. 116 del 20.06.2007, alla società Ponte Servizi s.r.l., società a totale capitale pubblico del Comune di Ponte nelle Alpi, costituita con atto in data 14.06.2007, è stato suddiviso in diverse fasi attuative, relative prima alla costituzione della nuova società in house, quindi all’acquisto delle attrezzature necessarie allo svolgimento del nuovo servizio, poi alla distribuzione delle stesse, quindi all’apertura dell’ecocentro e dell’ecosportello per fornire agli utenti tutte le informazioni necessarie. Non è stato creato un consiglio di Amministrazione, ma si è optato per un Amministratore Unico, con un compenso lordo molto contenuto (€ 12.000,00/ANNO); i dipendenti della società sono stati comandati tra il personale del Comune, contenendo i relativi costi e i nuovi assunti sono stati scelti tra operatori di eccellenza del settore. Queste scelte iniziali, unite alle capacità gestionali e professionali del personale, hanno fatto in modo che la società sia diventata un esempio di modello gestorio, con costi generali molto bassi e risultati raggiunti eccellenti

I RISULTATI OTTENUTI

A distanza di oltre due anni e mezzo dalla partenza, a regime su tutto il territorio comunale, del nuovo servizio di

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RACCOLTA DIFFERENZIATA prima parte

Considerando la situazione di cassa del nostro comune raccogliendo l'invito fatto dal sindaco la sera delle elezioni ossia di avanzare proposte senza timori qualora ce ne fossero, noi del Movimento Cinque Stelle ci sentiamo di porre l'attenzione sulla gestione dei rifiuti, in particolare sulla raccolta differenziata, un'attività che se gestita al meglio potrebbe consentire di risparmiare molte risorse finanziarie.
Considerando le realtà limitrofe, noi partiamo da questa invidiabile situazione:

si può però sicuramente dire che possiamo e dobbiamo fare di più, significherebbe un grande risparmio oltre ad un grande gesto di civiltà.


Partendo dal presupposto che copiare le iniziative virtuose degli altri comuni è uno dei modi per crescere in meglio e più in fretta, vi porto l'esempio del comune di Capannori (82% di differenziata) la cui soluzione ha avuto successo e che per questo è stata “copiata” da altri comuni. Innanzi tutto l'obiettivo è stato raggiunto attraverso una campagna di comunicazione fatta di serate ed incontri “anche nelle case dei cittadini” e che ha prodotto un risultato sensazionale. A Capannori hanno già messo in opera le strategie per ridurre i rifiuti, si effettua la raccolta porta a porta, le persone sono aiutate da depliant molto ben curati, non ci sono cassonetti per le strade, raccolgono 2 volte alla settimana l'organico ( che messi dalle famiglie in sacchetti biodegradabili destinano poi ad impianti di compostaggio), la carta viene raccolta una volta alla settimana, viene poi selezionata e venduta, l'olio di scarto viene ritirato una volta al mese, il vetro e la plastica 2 volte alla settimana ed infine l'indifferenziata che noi raccogliamo tutti i giorni (secondo me sbagliando) viene ritirata in sacchetti trasparenti ( in modo che l'operatore possa controllare che ci sia solo il non riciclabile) soltanto una volta alla settimana. In questo modo eliminando i cassonetti, aumentando la frequenza del ritiro del riciclabile e ritirando l'indifferenziata solo una volta a settimana, le persone sono “stimolate” a differenziare piuttosto che avere buste di immondizia in casa.

Inserisco uno stralcio di una delibera del consiglio comunale di Capannori (anno 2007) per meglio inquadrare la strategia per la gestione dei rifiuti che loro hanno adottato:

  • intraprendere il percorso verso il traguardo dei “Rifiuti Zero” entro il 2020 stabilendo per il 2008 il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%;

  • Per il raggiungimento di tali obiettivi il consiglio Comunale di Capannori dà mandato alla Giunta Municipale di estendere a tutte le principali e più popolose frazioni del territorio comunale la modalità di raccolta “Porta a Porta” dei rifiuti urbani ed assimilati;

  • istituire entro il 2008 un sistema tariffario basato sulla effettiva quantità di rifiuti prodotti dalle utenze domestiche e non domestiche ( di solito i cittadini pagano una quota fissa ad utenza, che copre una data percentuale dei costi del servizio es 60%, e una variabile

    che dipende dal numero di svuotamenti del contenitore del rifiuto secco non riciclabile;

  • offrire all’Amministrazione Provinciale tutta la propria collaborazione alla discussione per la realizzazione di un impianto di compostaggio sul proprio territorio per la valorizzazione della frazione organica recuperata;

  • applicare, anche con appositi corsi di formazione-informazione rivolti al personale dell’ente ed anche ai dipendenti dell’Azienda ASCIT S.p.A. – Servizi Ambientali, gli adempimenti previsti dal DM 08/05/2003al fine di ridurre gli sprechi e di favorire lo sviluppo di un mercato per il ricorso a beni e servizi basati su materiali riciclati;


Dal 2004 ad oggi si è inoltre assistito ad una riduzione della produzione di rifiuti pro capite che è passata dai 1,92 chilogrammi a 1,4 chilogrammi. Forte calo in particolare per la produzione pro capite di rifiuti indifferenziati, che da 1,21 Kg ad abitante del 2004 è passata agli attuali 0,4 kg.

Azienda che gestisce il servizio: Ascit Spa a capitale interamente pubblico

Sistema di raccolta: a domicilio, integrale, senza cassonetti. Tipologia di rifiuti raccolti in modo differenziato: Carta e cartone, multimateriale (vetro, plastiche, tetrapak, barattoli in metallo, scatolette, buste in plastica vaschette alimenti ecc.) organico e verde, sfalci e potature, ingombranti, oli esausti, assimilati per tutte le utenze non domestiche.

Calendario settimanale ritiri:

  • 2 ritiri per l’organico,

  • 2 ritiri per il multimateriale

  • 1 ritiro per carta e cartone

  • 1 ritiro per indifferenziato

inoltre:

  • ritiro gratuito a domicilio su prenotazione per gli ingombranti o per il conferimento all’ Ecocentro

  • ritiro mensile per olii esausti

  • ritiri personalizzati e supplementari per pannoloni e pannolini

  • ritiri supplementari su prenotazione delle potature e sflalci.

Analizziamo ora un importante punto: realizzazione di un impianto di compostaggio sul proprio territorio per la valorizzazione della frazione organica recuperata (così come previsto dalla delibera di Capannori). Questa scelta trova fondamento analizzando il grafico che segue che ci fa notare come la percentuale dell'umido domestico (compostabile e quindi da non conferire in discarica) rappresenti una grande parte dei rifiuti conferiti.



Sarebbe da considerare oltre al notevole risparmio che ne deriva dal mancato conferimento in discarica di una frazione così pesante come quella dell'umido, anche l'idea di riuscire a vendere ( o anche regalare ai nostri agricoltori ) il compost, il mercato

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sabato 24 luglio 2010

Consiglio comunale 15 luglio

Il 15 luglio si è tenuto un'interessante consiglio comunale che vedeva tra i punti all'ordine del giorno:

  • approvazione dello schema di convenzione con la società vi.ge.man s.r.l (bari) per la realizzazione del Parco Eolico

  • approvazione bilancio di previsione 2010 e allegati

  • integrazione programma triennale dei lavori pubblici 2010 - 2012

Purtroppo essendo la data del consiglio comunale poco pubblicizzata, non siamo riusciti ad organizzarci in tempo utile per effettuare le consuete riprese video. Sono stati presi degli appunti dai quali partire per redigere il riassunto del consiglio che segue.

Ci scusiamo in anticipo nel caso dovessero mancare dei punti particolarmente meritevoli di nota ma vogliate considerare questo come il riassunto di una seduta particolarmente lunga durata oltre quattro ore.

Prima di affrontare gli

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